Per cucinare acquisto “l’olio da meno”

Quante volte ho dovuto chiedere durante i miei seminari e incontri “che olio extra vergine usate per cucinare?” Sempre la solita risposta: “quello da meno”. Che poi sarebbe quello con il prezzo più basso. Mai una volta “quello che mi pare il migliore sia per come è presentato nella descrizione che dopo l’assaggio”. Chissà per quale sortilegio anche i ricercatori e i soloni che spendono il loro tempo a cercare la vana gloria di una scoperta che domani porti il loro nome commettono non ingenuamente (sono così pieni del loro sapere che non hanno tempo per farsi una domanda ulteriore) lo stesso macroscopico errore. Avete mai provato a far correre i 100 metri piani a una persona che sta per compiere 100 anni? Immaginate quanti possibili flash vi vengono in mente, ma non lo dite a nessuno. Altrimenti se lo sente il vecchietto con il cavolo che si mette a correre.

Ora un “olio da meno” è molto peggio nelle sue condizioni del nostro vecchietto, anche perché deve sopportare non i 100 metri piani, ma salite e discese date dall’alternarsi di temperature e ingredienti che lasciano sul terreno bucce di banana e succhi di ogni genere. Lo stress termico nulla concede al nostro Olio da Meno anzi si diverte a fargli cambiar d’abito in continuazione. Raffreddore, polmonite, colite, diarrea, radicali liberi, patologie di ogni. E poi, ricco di tanti residui a lui estranei, ricominciare “a correre”, si perché spesso l’Olio da Meno viene utilizzato in altre gare anche come dopo aver fumato più di 100 sigarette in una sera. Invece l’Olio migliore, fresco e fragrante, corre volentieri i 100 metri piani e vince senza se e senza ma, e poi corre di nuovo se gli insegniamo a correre. E’ veloce e lento, sopporta lo stress termico come fosse una brezza leggera, e dona alle pietanze la loro casa ideale.

Semplicemente sapendo come si cucina con l’Olio delle Olive migliore. Certo, avete ragione, ma in quanti lo sanno? Provate a pensare che esiste ancora questa conoscenza e che cambia l’orizzonte in ogni tipo di cucinare. Provate a pensare di usare un alimento “vivo” al posto di uno molto ammalato o già defunto. Vi passeranno dubbi anche a proposito del portafoglio perché del Migliore ne occorre veramente poco e la spesa si riduce nell’uso a molto poco. Ma, come usava dire la maestra: “se usi il cervello di un altro, il tuo lo puoi friggere”. Vi consiglio “Il turco in Italia” con Cecilia Bartoli. Se non siete sordi il resto vien da se.

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Naturale. Bello. Integrale. E così sia.